sabato, 29 marzo 2008

INUTILI VERITA'

Ci sono stanze segrete dietro le parole. Parlare, discutere, schiantare la testa contro logiche deduzioni tratte rigorosamente da affermazioni precedenti, che non dimentico le parole, sono così facili da perdere che il setaccio della mia mente ha stretto le maglie in diga, con uno o due falle, non di più. Eppure è tutto inutile, ci sono meccanismi forti che fanno in modo da farti dire quasi solo quello che temi, di cui hai paura e terrore. La faccia nera della medaglia, solo, ha parole, perchè è così facile mentire, anche a se stessi, che si teme, dicendo diversamente che il peggio, di far male, pur non volendo. Non voglio farti male, quindi te ne faccio a parole, che almeno, da me, ti sia chiaro che altro non puoi avere che dolore. E, così, tutto il bello che viene è vero, imprevisto, imprevedibile, anche da me e il bene che ti faccio sorprende in bene, anche me. Un bella sorpresa possiede, oltre al bello, anche una verità più vera, quella della sorgente che sgorga dalla polvere per aver trovato, spontaneamente, la strada per venir fuori, la sua strada verso la luce. Ed in effetti è bello e vero quello che si trova inaspettatamente su terreni devastati, ridotti in polvere, in quei panorami in cui vedi sempre il soldato strisciare, senza speranza, pronto alla morte che non giunge, regolarmente, da copione. Il copione è custodito in stanze segrete e leggerlo non è dato, perchè un copione non è vero, è il miglior mondo possibile, ossia la bugia che ci si racconta e noi, di bugie, non ne raccontiamo. Mai.

postato da: LuthienTinuviel alle ore 08:42 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 23 gennaio 2008

INUTILE NEGARE

Oggi mi è sembrato più nulla inutile.

postato da: LuthienTinuviel alle ore 00:32 | Permalink | commenti
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lunedì, 10 dicembre 2007

Ancora inutili parole d'amore...

Non penso mi possano mai uscire, le ho sempre reputate inutili. E' che le parole d'amore non sono parole, ma sono gesti, attenzioni, incontri. Mi accorgo che io, che ti reputavo una bimba, io col mio vissuto, io che mi ostino a chiamare le donne ragazze, io che passo la metà della mia vita ad analizzarmi, e l'altra metà a guadagnarmi il tempo per analizzare, e l'altra metà a bere, io mi accorgo che la bimba non sei tu. Un gioco di ruolo, che giuoco non lo è mai stato. Non ti ho mai detto che i tuoi riccioli sono di seta, solo perché credevo di darti di più. Di darti me stesso. Ti ho dato me stesso, ma tanto silenziosamente che non me ne sono accorto neppure io. Ti ho costruito un mondo attorno, fatto del mio bene più prezioso, fatto del mio tempo, fatto del mio pensarti. Ti ho amata, anche se ho, come sempre, reputato inutile dirtelo. Ti ho creato uno spazio nella mia vita, credendo fosse importante. La mia vita, intendo. Cieco, a non accorgermi che la tua è esponenzialmente più forte, più geniale, più vera. Hai la dolcezza di una donna mentre mi spieghi che non ho capito nulla. Stronza come solo una donna può essere, ti sei svestita di te per pensare a me. Inconsciamente. Stronza come solo una donna sa essere hai saputo darmi quello di cui avevo bisogno senza chiedere nulla. Il solo problema è che sei solo una donna, e non stronza. Io che vedo tutti da un gradino sopra non mi ero accorto che non è che tu sei alta, ma che ci stai davvero, uno o due gradini su di me. Nella nostra pochezza io sono, alla fine, un nano, mentre tu più che ballerina sei una danzatrice. Ti muovi nel pentagramma della vita in punta di piedi, ma dio mio, non sei in una cristalleria. Incapace di vederti per quel che sei, con l'ottimismo degli incoscienti, di chi non ha molto da perdere. Tu sai bene che le inutili parole d'amore non hanno senso, ma ti sfuggono, acquistando valenza. Tu sai rendere utili anche le parole che utili non potranno mai esserlo.

Il tuo stato di grazia sta terminando. Non mi importa,ora, di pesare le parole. Tu cresci mentre io non lo voglio. Tu reclami dalla vita una cambiale che io non posso scontare. Tu vuoi cancellare la tua lavagna per ricominciare a scriverci sopra. Tu vuoi un inizio, stavolta vero. Il tuo stato di grazia sta facendo posto alla tua persona, compressa assurdamente in una sciocca persona come me.

Ti accorgi di quanto inutili sono le parole d'amore solo quando potrebbero diventare utili. L'amore non sono parole, ma solo perdersi. E non ritrovarsi mai.

postato da: FrittoMistico alle ore 00:43 | Permalink | commenti (2)
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domenica, 02 dicembre 2007

INUTILI ATTESE

In un bar freddo, con uno sbagliato a metà, ultimo di tre già finiti. E nulla in mano, nulla nelle tasche, che non sia in mani e tasche altrui. Brutta fuori e dentro, piena di vuoti, di male. Attendo. Cosa? Non sono desiderabile, non mi auguro a nessuno, nemmeno a me stessa. Non attendo, consumo solo i miei desideri, i miei sogni: in crescita esponenziale, la forza di attrazione interna ad essi. Attendo di finire l'altra metà che lascerà il bicchiere di sbagliato vuoto, e poi di andare.

postato da: LuthienTinuviel alle ore 12:30 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 19 gennaio 2007

INUTILI PROFEZIE

Oggi si è spezzato il bastone dell'armadio.

Tutti in miei vestiti sono come senz'anima.

Se carichi troppo, alla fine si spezza. E' inevitabile.

Vado a comprarne uno nuovo. Non posso farne a meno, anche se quel bastone era di quell'armadio. 

Anno nuovo, bastone nuovo.

postato da: LuthienTinuviel alle ore 14:38 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 16 novembre 2006

INUTILI USCITE ED INUTILI RIENTRI

 

 

In culo all'inesistenza.

Qui è abbastanza finto da poterci stare.

 

Qual canto più alto che quello che sgorga dal nulla, senza ragione?

Tinùviel.

postato da: LuthienTinuviel alle ore 22:48 | Permalink | commenti
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giovedì, 06 luglio 2006

INUTILI MONOLOGHI

Cardì, sei un fenomeno. Come riesci a farmi felice anche solo non essendoci? Hai mai pensato che potresti essere il mio...

No.

... Non lo sai cosa stavo per dire. Sei prevenuto, infame e pure bastardo.

Sì.

Cardì: mavafanculo.

Già fatto.

°°°

Cardì, sei fantastico. Come riesci a starmi vicino anche se sei lontano mille kilometri ? Hai mai pensato...

No

... E vediamo: che stavo dicendo? Se dici no così, qualcuno potrebbe pure fare il maligno e dire che tu hai appena ammesso che non hai mai pensato.

E che sei scemo?

Già.

Cardì: certe volte ti farei un mazziatone.

...

°°°

Cardì, sei un mito. Come fai a farmi sentire così vicina pure se sei così lontano? Hai mai messo in cantiere l'idea che se fossi vicino davvero sarebbe il Paradiso?

No.

Potevi fermarmi prima, Cardì... Ora mi hai fatto male. Dovevi rispondere sì e dirmi che non puoi, purtroppo, per un centinaio di migliaia di miliardi di ragioni. A tutte avrei creduto, Cardì... A tutte.

Sì.

... Prima o poi devo capire se sei più onesto o più stronzo, Cardì.

Già.

postato da: LuthienTinuviel alle ore 14:18 | Permalink | commenti (11)
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mercoledì, 28 giugno 2006

INUTILE, MA BELLO

Non mi andava di tornare a casa. Ho parcheggiato e continuavo a pensare, ad idee geniali o meno, al da farsi, al mio inutile senso di impotenza, all'assenza indifferente, a quanto sia più denso il fatto rispetto al detto, all'ipocrisia diffusa in una mancata felicità, all'inutilità di una felicità infelice.

Ed ora dove lo becco un bar aperto? Ecco una tragedia per cui valga la pena disperarsi in questa notte torrida, da assetata. Ok. Solito pellegrinaggio cieco, alla ricerca di qualcosa che, di certo, sta dietro l'angolo in cui non svolto. La pizzeria del pugliese: unica speranza di non macinare kilometri bui ed infruttuosi.... Ma te guarda: quando è spuntato quel vecchio cafè? Meraviglia di stagione: i baristi diventano lavoratori instancabili anche lontano dai navigli, nella speranza di raccogliere le briciole asociali di questa estate milanese. "Mi scusi... Non avrebbe una Eristoff ice?" "Eh?"... "OK... Bacardi Breezer? Lime..." "Campari Mix"... Allora è fesso. "Pompelmo rosa?" "Pesca" "Va benissimo" Vafankulo. Ed eccola...

Rosa.

Entra zoppicante, pantaloni a fiori e magliettina con vezzo di strass sullo scollo a V su top castigatore e reggiseno carenato, età indefinibile, dalla sessantina al centinaio, con oscillazione periodica a seconda dell'apertura del sorriso guasto per la mancanza degli incisivi superiori... Spezzati... Probabilmente non in modo naturale, anche se di antico ricordo traumatico. Non una ruga. Neanche mezza. Deve essere stata bellissima. Sì. "Scusi... Ma state chiudendo?" "Tra poco". "Ma prima siete aperti?" "Beh... Sì" "E' già qualcosa. Sono passata qui davanti, abito a due passi, ma non l'avevo mai visto questo bar..." Cazzo: ALLORA NON SONO L'UNICA STORDITA! Ok... Ha una trentina/cinquantina d'anni più di me, ma comunque... "A titolo d'informazione: io ho una scuola di ballo, esclusiva, qui vicino, solo allievi scelti, per carità. Se una mi dice: "Senta, voglio lezioni di ballo" ed ha la camicina corta e la minigonna io dico "Guardi, questo periodo per me è pieno... Mi dispiace" Ahhhh, beh! Io insegno disciplina!... " Uddiu! Già la amo follemente! "A titolo d'informazione... Gradisce un mio biglietto da visita?" "Ma guardi... OK..." "Ma se non vuole... E' solo a titolo informativo... Sa, sono trent'anni che ho la scuola di ballo e prendo solo clientela di alto livello... Oggi mi son detta: fa caldo, mi va di cercare un posto dove stare un po' al fresco... Ma lei a che ora chiude?" Ecco... Le va di stare al fresco. Considerando che: non ho una cazzo di voglia di tornare a casa ora, la amo già, parlerà sempre lei, quindi la pianto di pensare inutilmente... OK! Affare fatto: "Mi scusi, signora, se vuole le offro qualcosa, così beviamo qualcosa insieme, al fresco, sulle panchine lì, e ci facciamo un po' compagnia con due chiacchiere". "Ma che carina!" Mi ama. "Come se avessi accettato, guardi. Son passata solo per chiedere, ma se vuole parlare un po' mi fa piacere... Sa, sono appena uscita dalla mia scuola di ballo... Niente lezioni di gruppo, al massimo in coppia, ma niente bacini sulla guancia: se vogliono darsi i bacini se ne vadano al... (... Nome misconosciuto, memoria troppo labile, probabile luogo di perdizione milanese)... Perchè io ho sposato un vigile, ma una persona seria! Sempre detto: miliardari e cafoni non va bene, vigili e gentiluomini va benissimo!" Ecco... Vedi che significa nascere in ritardo e donna? Ti perdi il meglio del meglio! "A titolo informativo, giovanotto: in Italia ci sono tremila scuole di danza, ma io sono l'unica ad aver ricevuto il riconoscimento con il "Mercurio d'Oro" direttamente consegnatomi dal ministro della Cultura e dello Spettacolo! Ecco il mio biglietto da visita... A titolo informativo..." 'Sti cazzi! Lo sapevo che era dei nostri! "Grazie signora..." "Signorina.. Si ricordi: quello che si semina si raccoglie." Ricorderò e sputerò in caso di perniciosa carestia, tranquilla.

Un'ora e mezza in compagnia della Signora Rosa ci voleva.

Bene. Che dicevamo?

Ah sì... La roba inutile...

Che palle.

postato da: LuthienTinuviel alle ore 01:21 | Permalink | commenti (8)
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domenica, 07 maggio 2006

INUTILI STORIE

Mettiamo un guru.

E' il personaggio prescelto per questa storia.

Un guru che tendeva alla roccia e divenne di sale.

Passa, camminando camminando per le vie della sua misticheggiante vita, lungo una spiaggia. Era diretto in montagna, in una tipica grotta da guru, ma che vuoi... Se uno passa per il mare, la montagna dimentica. Decide di sedersi su uno scoglio. Essendo un guru se lo fissa e se lo rifissa, quel mare, senza battere le palpebre. Trista abitudine della ricerca dell'universale, quella di avere il mito dell'osservazione cocciuta, contro natura, titanica, diremmo ossessiva, se non temessimo di offendere la dignità convinta dell'essere guru. Vede le onde, sempre diverse, vivaci, fluide, forti... E si innamora. Vede la schiuma argentea sotto la luna e se ne innamora. Vede l'onda crespa sulla distesa della calma olio e se ne innamora. Vede la sabbia in sospensione far torbida l'acqua tempestosa e se ne innamora. Vede il suo corpo scheletrico riflesso nella risacca e si innamora della risacca. Vede le alghe morte impaludare lo specchio salino e se ne innamora. Vede l'onda ritirarsi, la vede lontana dal suo scoglio, non la vede più, la sente solo da lontano e la ama ancora di più. Dopo un anno è ancora sullo scoglio, con le palpebre che non hanno mai battuto, e chiama a modo suo il mare. Nel suo pensiero mistico è nato un concetto solo suo e, fisso e enorme per essere universale, è grandezza assoluta e immutabile. Lo vuole sott'occhio e non batte le palpebre per non perderlo.  Il mare fa il mare, intanto. Il guru non batte le palpebre, e per anni e anni vede il mare in mille modi, ma per lui ormai è solo a modo suo, lo chiama a modo suo, unico, immutabile, e per lui non esiste che quel modo, un unico insieme, e tutto, dalle tempeste alla calma piatta, alte, basse maree, tutto è uno, un solo unico, il suo ideale immoto, ormai neanche più esteso, semplicemente riassunto, saltando tutto fino alla sintesi prescelta, alla riduzione del tutto solo al suo desiderio. Il guru diventa di sale. Il mare continua a fare il mare e non si è mai fermato a guardare il guru e, di carne o di sale, semplicemente non è mai esistito.

Avesse battuto le palpebre, guru mistico troppo, avrebbe visto il mutare, avrebbe visto il ciclo e l'avrebbe riconosciuto, il mare, e non avrebbe mai inventato il suo nome, la sintesi mistica immutabile che non c'è, ma restituito il vero. Riconosciuto, il mutevole mare.

Fortunata natura è mare: fluire e seguire i cicli e non avere palpebre da battere o no. Sembra segua la luna, i suoi cicli, al massimo: si seguono, si incontrano, si allontanano, senza altro legame che la loro indifferente attrazione reciproca, ciclica, senza nome, senza requie, senza ragione, senza obbligo, senza promessa, senza appuntamenti. Ci sono quando ci sono, senza toccarsi mai, cercandosi mai, attraendosi solo nella piena esondazione del loro essere.

Mettiamo che sia una storia senza capo né coda. E mettiamo il guru nel cestino. Come personaggio non vale mai granché in una storia, un guru, specie se di mare, specie se di sale.

La prossima volta narrerò della luna.

Conviene sempre.

postato da: LuthienTinuviel alle ore 13:08 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 30 marzo 2006

INUTILI

Mi manca il nano.

l'ho cacciato io, in questo viaggio non c'è posto per nessuno tranne che per i miei stracci, vesti logore di un ego antico e malaticcio, però mi manca.

Lo so, non era una grande novità un nano che cammina sul filo e fa girare i birilli, in un Caravanserraglio è il minimo sindacale, ma deve esserci, altrimenti ci si gasa e si finisce per diventare anticonformisti.

Andare in giro così non ha molto senso, i picchetti del telone affondano su terreni molli, gli unici che riesca a vincere con queste poche forze, ma è come mangiare un budino con un mestolo d'argento: sprecato il budino, il mestolo inutile. Sento l'esigenza di marmi variegati, di roccia dura, da scavare con la solita rabbia e con la forza di cento nani giocolieri gironzolanti con le solite clave, palle, piatti, che ti irritano fino a farti diventare l'Incredibile Hulk che riposa in te.

E' in questi momenti che riapro le audizioni per aspiranti nani.

postato da: LuthienTinuviel alle ore 13:00 | Permalink | commenti (3)
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